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Le recensioni di tutti i gruppi e i cantanti italiani e stranieri

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GLI ENIGMA

Gli Enigma

Gli Enigma non sono una band, come spesso si è portati a pensare, ma in realtà questo è il nome di progetto musicale inaugurato da Michael Cretu, al quale si affianca l’eccellente voce di Sandra, sua moglie.

Cretu nasce a Bucarest, in Romania, il 18 Maggio 1957. Consegue il diploma al Conservatorio di Francoforte, in Germania. Trova lavoro in diversi studi di registrazione e già nel 1979 pubblica il suo primo album “Moon, Light & Flowers”, che è suo in tutti i sensi,  Cretu ne è infatti produttore, arrangiatore, tastierista, cantante, tecnico del suono ed anche autore di musiche e testi. Dopo alcune collaborazioni con vari artisti, nel 1985 esce il suo secondo album, “Die Chinesische Mauer” (uscito in un secondo momento con un altro titolo,  “The Invisible Man”). Il singolo Samurai  scala le migliori  classifiche d’Europa. Ed altrettanto fa il primo singolo di Sandra, Maria Magdalena.

Nel 1990 nasce Enigma, un progetto nel quale Cretu si pone come obbiettivo uno stile musicale rivoluzionario che mescola in sé musica moderna e i canti gregoriani ed etnici. Prima creatura di questo progetto è  Sadeness, lanciato dapprima in radio e nelle discoteche e in seguito nei negozi di dischi. Questo singolo scala le vette di oltre 20 Paesi, con milioni di copie vendute e decine di dischi di platino.

Un altro successo mondiale è stato l’album “MCMXC a.D.” , uscito in due versioni,  che tra l’altro è entrato nella storia della New Age, e che si piazza per ben 2 anni tra i 200 album più venduti negli Stati Uniti. Il disco si basa principalmente sul contrasto tra sacro e profano, trasmettendo sonorità volutamente cupe, spirituali, con elementi di musica sacra, il canto gregoriano, e classica che si mescolano con i ritmi della musica ambient, house e world.

Nel 1993 è la volta di “The Cross Of Changes”, seconda creatura del progetto Enigma, e del singolo Return To Innocence, che è diventato un tormentone per molto tempo anche da noi. Uno di quelli di cui magari dimentichiamo il nome, l’autore ed anche il resto, ma che portiamo dentro di noi senza capire il motivo. Read more…

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BEN HARPER

Ben Harper

Ben Harper, registrato all’anagrafe con il suo nome completo, Ben Jamin Chase Harper, originario della piccola e noiosa cittadina di Claremont, passa la sua infanzia e la prima adolescenza nel negozio di strumenti musicali dei nonni materni, i signori Charles e Dorothy Chase. (Il negozio, chiamato “Folk Music Center”, appartiene ancora alla sua famiglia ed è attualmente gestito dalla madre di Harper, Ellen Chase-Verdries.) E’ qui che, attratto dagli strumenti e guidato dalla sua innata propensione alla musica, inizia a suonare di tutto, affezionandosi in maniera particolare alla chitarra.

Harper diventa un provetto chitarrista, specializzato nel suonare la cosiddetta “lap steel guitar”, un tipo particolare di chitarra che va suonata con un apposito “slide”. La chiamata verso la composizione di pezzi propri arriva prestissimo: nel 1992 registra insieme ad un amico chitarrista, Tom Freund, un LP intitolato “Pleasure and Pain”. Il riscontro non è eccezionale (se paragonato al successo globale che di li a poco farà conoscere Harper praticamente ovunque) ma la critica scrive buone recensioni e questo permette al musicista e compositore di essere notato da alcuni talent-scout.

Presto arriva una proposta per un contratto discografico da parte della nota etichetta “Virgin Records”. Harper entra in sala di registrazione e ne esce nel 1994 con il suo primo album ufficiale, intitolato “Welcome to the Cruel World”. Da questo punto in poi Ben Harper, coadiuvato da un gruppo ristretto di fidati musicisti, pubblicherà numerosi album, uno migliore dell’altro.

Nel 1995 esce nei negozi il secondo lavoro di Harper, intitolato “Fight for Your Mind”, sicuramente lontano dall’album di debutto per temi e profondità. Oltre a mostrare la sua versatilità e la sua creatività in campo musicale, questo disco apporta una novità che accompagnerà il cantante per molto tempo: l’impegno politico. E’ proprio in “Fight for Your Mind” che Ben Harper presenta al suo pubblico, in via ufficiale, i suoi musicisti, “The Innocent Criminals”, cioé Juan Nelson, al basso, Leon Mobley, alle percussioni, e Oliver Charles, alla batteria.

Due anni dopo, nel 1997, è la volta di “The Will to Live”, nel quale la formazione subisce delle modifiche: David Leach passa alle percussioni e Dean Butterworth alla batteria. Dopo l’uscita di “The Will to Live”, Ben Harper ed i suoi “Innocent Criminals” trascorrono quasi due anni in giro per il mondo in una tournée impegnativa ma ricca di risultati e soddisfazioni. In questo periodo il musicista e la sua band suonano con personaggi e gruppi del calibro di R.E.M., Pearl Jam, Radiohead, The Fugees, A Tribe Called Quest, Gov’t Mule, Beth Orton e John Lee Hooker.

Nel 1999, a conclusione di questo periodo di incessante attività, Ben Harper & The Innocent Criminals (nome ufficiale della sua band) pubblicano un nuovo disco di inediti “Burn to Shine”. I singoli “Steal My Kisses” e “Suzie Blue” conquistano il pubblico di massa e scalano le hit parade. Nel 2001, mentre il gruppo è impegnato nella tournée promozionale di “Burn to Shine”, esce nei negozi un doppio LP di esibizioni live, “Live from Mars”, in cui, oltre alle canzoni del gruppo riproposte con variazioni degne di nota durante gli show dal vivo, sono presenti improvvisazioni e cover di canzoni famose come “Drugs Don’t Work” dei Verve e “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin. Read more…

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JEFF BUCKLEY

Jeff Buckley

Jeffrey Scott Buckley, meglio conosciuto semplicemente con il nome Jeff Buckley, nasce ad Anaheim, Orange County, in California, il 17 Novembre del 1966. Cantautore e chitarrista di straordinario talento, è figlio del cantante Tim Buckley e dalla violoncellista Mary Guibert. Il padre di Jeff lascia la madre quando lui è molto piccolo per seguire i suoi sogni di gloria nel mondo della musica. Tim Buckley parte, infatti, alla volta di New York per trovare lavoro e dedicarsi completamente alla musica. La madre di Jeff, Mary, si risposa quasi immediatamente con Ron Moorhead.

Jeff impara a suonare la chitarra da piccolissimo, quando ha circa sei anni, e da allora non se ne separerà mai più. La chitarra diventa il suo grande amore e per coltivare questa sua passione innata decide di frequentare il “Guitar Institute of Technology” di Los Angeles. Jeff si diploma presso questo Istituto nel 1985. Nonostante il trauma subito dopo l’abbandono del padre, all’età di tredici anni il giovane Jeff sceglie come suo nome d’arte il suo primo nome accompagnato dal cognome del padre, diventa per tutti Jeff Buckley.

Jeff inizia a comporre dei pezzi: scrive e canta delle canzoni originalissime e dotate di una sorprendente profondità. Ben presto viene notato da  Hal Willner, un produttore musicale che, impressionato dalla sua maturità artistica, gli propone di esibirsi alla manifestazione chiamata “Greetings from Tim Buckley” presso la St. Ann’s Church di New York.

Dopo questa prima esperienza newyorchese, Jeff prepara la valigia con il proposito di trasferirsi proprio a New York, città in fermento e ricca di buone occasioni. Questa è una fase fondamentale della carriera di Jeff Buckley perché a New York conosce il chitarrista Gary Lucas. Lucas, già collaboratore di Frank Zappa, lo invita a prendere parte ad un progetto di sua ideazione, i “Gods & Monsters”, un gruppo di genere rock-blues con formazione variabile. Con la collaborazione di Gary Lucas, Jeff Buckley compone due perle come “Mojo Pin” e “Grace”, brani che sin da subito dimostrano la completezza e la maturità di un cantautore appena agli esordi.

Il percorso musicale di Buckley si avvia verso la grande occasione. Jeff con la collaborazione del chitarrista Steve Berkowitz, che si occupa del mixaggio, incide il suo primo disco, un EP intitolato “Live at Sin-é”, pubblicato nell’Agosto del 1993. Il titolo si riferisce al “Sin-é”, un locale nel quale il cantautore era solito suonare agli inizi. Proprio Steve Berkowitz lo introdurrà nel mondo della grande discografia. Nel 1992, infatti, grazie alle ottime referenze presentate dall’amico, Jeff ottiene un contratto con l’etichetta discografica “Columbia Records”.

Jeff parte per un tour negli Stati Uniti ed in Europa dove suona, tra gli applausi e l’entusiasmo di critica e pubblico, in Inghilterra, in Olanda ed in Francia. Subito dopo la tournée, Buckley si chiude nello studio di registrazione e nel 1994 pubblica il suo capolavoro, “Grace”. L’album è ancora oggi considerato uno dei migliori dischi di tutti i tempi. “Grace” ha ottenuto numerosi premi di alto livello tra i quali il “Gran Prix International Du Disque dell’Academie Charles CROS”.

Suonando i pezzi di “Grace” parte per un nuovo tour che lo porta anche in Italia. Gli show nella penisola sono tre: il 16 settembre 1994 a Milano, il 17 febbraio 1995 a Cesena e il 15 luglio 1995 a Correggio. In quest’ultima data sembra esserci lo zampino di Luciano Ligabue che lo richiede instancabilmente fino ad ottenere questa esibizione nella sua città, Correggio.

Nei due anni successivi Jeff torna di nuovo in studio con il proposito di comporre nuovi pezzi. “My sweetheart the drunk” è il titolo pensato per il secondo lavoro che, però, non vedrà mai la luce. Buckley non riesce a comporre e a trovare soddisfazione in quello che lui ed i suoi musicisti producono. Alla fine di un periodo infertile, Jeff manda via i suoi musicisti, chiedendo di essere lasciato da solo a Memphis per lavorare in concentrazione e solitudine ai nuovi brani.

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